Lo so che è passato del tempo, ma a me è rimasta qua.
La blogosfera non ne ha parlato poi troppo, anche perchè è stata veramente una caduta di stile.
(via malvestite.net - anellidifumo)
Non voletemene: sarà che a me Daria Bignardi non è mai stata simpatica, sarà che a me i Sofri mi puzzeranno sempre di Lotta continua, sta il fatto che oggi, dopo l'estate, non ho potuto fare a meno di sottolineare.
Lo so, finirò con il sembrare autoreferenziale al terzo post di questo blog, ma stiamo pur sempre parlando della coppia Bignardi-Sofri: un aborto pseudo intellettuale che (ancora devo capire perchè) permette ad entrambi di condurre programmi radiofonici (Condor) e televisivi (L'Era Glaciale) sulle reti pubbliche.
Diciamocelo francamente, sono persone senza arte né parte, classico esempio della più totale assenza di meritocrazia in questo nostro Paese.
Arrivo al punto, date uno sguardo qui:
http://www.wittgenstein.it/2009/06/15/aggiungerei-pirla/
In pratica è partito l'ennesimo battibecco tra Marco Travaglio e Luca Sofri (questa volta coinvolgendo anche Sofri's wife), ma non è cosa nuova. Già in passato Travaglio aveva risposto a vaneggiamenti di Sofri Junior, se vi interessa guardate qui.
Mi è tornata in mente un'intervista che ha fatto la Bignardi all'attuale (piccolo) Ministro della Funzione Pubblica, Brunetta.
Ecco, appunto. Meritocrazia. Farsi riprendere da Brunetta è come farsi insegnare l'italiano da Pierino, ma tant'è.
Indro Montanelli diceva di Travaglio:
Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine.Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso. (dalla prefazione a Marco Travaglio, Il pollaio delle libertà, Vallecchi, 1995)
No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un'arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l'archivio. (citato in Marco Travaglio, Montanelli e il Cavaliere: storia di un grande e di un piccolo uomo)
La scomparsa dei fatti, perchè non c'è più un cronista che si attiene ai fatti. Tutte le verità diventano mutabili e mutevoli, nella più totale disattenzione e disinteresse da parte di tutti, anche di quei pochi che ancora vanno in un edicola a comprarsi un quotidiano in Italia.
Qui e qui trovate comunque una breve cronistoria di quanto successo (via kblog.it)
Concludo con una citazione, sempre di Indro Montanelli, mai attuale come ora:
Io voglio ringraziare Travaglio, perché ha detto l'assoluta e pura verità. Asoolutamente. La versione che ha dato degli avvenimenti è quella esatta. [...] Io ho conosciuto due Berlusconi: il Berlusconi imprenditore privato che comprò Il Giornale -e noi fummo felici di venderglielo, perché non sapevamo come andare avanti- su questo patto: tu, Berlusconi, sei il proprietario de Il Giornale, mentre io, direttore, sono il padrone del Giornale, nel senso che la linea politica dipende solo da me. Questo fu il patto fra noi due. Quando Berlusconi mi annunziò che si buttava in politica, io capii subito quello che stava per succedere. Cercai di dissuaderlo [...] ma tutto fu inutile. Dal momento in cui lo decise mi disse: "Ora Il Giornale deve fare la politica della mia politica". Ed io gli dissi: "Non ci pensare nemmeno". Allora lui riunì la redazione come ha raccontato Travaglio -e tutto questo lo fece a mia totale insaputa- e disse: "D'ora in poi Il Giornale farà la politica della mia politica". E a quel momento me ne andai, cos'altro potevo fare? [...] Nella mia vita ci sono stati due Berlusconi, completamente opposti [...] questo fa parte del ritratto di Berlusconi. [...] Come capo politico è quello che ho conosciuto in quei brutti giorni in cui scorrettamente, nella maniera più scorretta e più volgare, saltandomi, riunì la redazione de Il Giornale per dirgli "Qui si cambia tutto" all'insaputa del direttore. Se questo sembra a Feltri un modo di procedere democratico e civile, è affar suo. (risposta telefonica a Marco Travaglio e Vittorio Feltri durante la trasmissione Il Raggio Verde, marzo 2001)
(via wikiquote)
