(via gavavenezia - via flickr)
Evidentemente non sono un consigliere diplomatico o un esperto di trattative internazionali. Però mi faccio (e vi faccio) una semplice domanda: davvero conviene all'Italia questo trattato di amicizia con la Libia?
L'Italia (quindi i contribuenti, quindi noi) si è infatti impegnata a pagare diversi miliardi di dollari per questo accordo, in cambio di cooperazione, vantaggi economici e soprattutto lotta all'immigrazione. Detto così potrebbe anche funzionare. Oddio, da quanto ho capito possiamo addirittura continuare ad avere le Frecce Tricolore e a permetterci unicamente i colori della nostra bandiera, Qualcuno aveva già ostentato un verde islamico e padano per riconciliare gli animi dei due Paesi.
Però, c'è un però.
(via flickr)
L'Italia con chi sta facendo questo accordo? Con un Paese attendibile e universamente riconosciuto dalla comunità internazionale? Con un leader di governo di un Paese straniero democraticamente eletto e riconosciuto dall'ONU? Con un leader internazionale che mai nella sua storia si è rimangiato ciò che aveva detto poco prima?
Vorrei ricordare che Gheddafi è il padre della legge (libica) che ha cacciato 20.000 italiani dalla Libia espropriandoli di ogni loro bene.
E' il mandante di uno degli attentati di terrorismo più importanti prima dell'11 settembre 2001. Ovviamente mi riferisco al distrastro aereo di Lockerbie.
Si, lo so, il colonialismo. E' stato un errore, ecc ecc. Certo, magari facciamo un salto in Congo, nello Zaire, per vedere se Inglesi e Francesi si sono fatti particolari problemi dei "danni" del loro colonialismo (perpetrati tutt'oggi).
Ok, noi siamo migliori e vogliamo un Mediterraneo dove regni la pace. Ok, ci sto, mi piace. Ma non eravamo sempre noi che addestravamo i piloti libici in Sicilia? O che portavamo Uranio su un volo di linea chiamato DC-9 Itavia per i progetti decisamente extra-NATO proprio di Gheddafi? Proprio quello di Ustica.
Già, la nostra Costituzione parla chiaro. Certo, non abbiamo fatto guerra a nessuno, ma fornire materiale fissile per armi nucleari a un paese che in piena guerra fredda, beh... Non mi sembra comunque un buon modo di essere risoluti nelle controversie internazionali.Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.(via wikisource)
Continuo a pensare che l'accordo sia un buco nell'acqua. E il leader libico userà proprio l'acqua per ricattarci di nuovo, come ai tempi di Bettino Craxi: sarà proprio in quella striscia di mare che si deciderà che porta d'entrata si vuole costruire tra Europa e Africa e per regolarizzare (e legalizzare?) i flussi dell'immigrazione.
Diciamocela tutta, se non era per Bettino, oggi la Libia non avrebbe un dittatore. Almeno così dice "Il Giornale" di Berlusconi. Un vero peccato.

