sabato 5 settembre 2009

Parole rubate


Parole rubate - Barbara Caggiati con Lucilla Agosti

Ti vedo sorridere per l'ultimo successo. E' tuo. Stringilo forte.

Lo so che non avrai tempo per leggermi, per ascoltarmi. Non fiaterò. Non sentirai un lamento. Sai quanto io sia capace di fingere. A volte è bello saper mentire per soffocare tutto davanti a chiunque. Anche il dolore.

Mi nascondo in un angolo a guardarti, mentre i complimenti di tutti sono su di te. Io sparisco, non voglio niente per me, davvero.

Farò eco fino al mio io, tanto da essere trasparente al mondo.

Saprò lasciare anche stavolta lo spazio, grande quanto io non sia abbastanza per te, solo a questo piccolo riflesso di felicità, che meriteresti tutta, completa, perchè è tua, è per te.

Non posso abbracciarti, e cerco di farlo così. Non pretendo che tu lo senta, non serve che tu sappia che sia io.

Ora sorridi ancora amore. Sorridi con gli occhi che non posso vedere. Sorridi con la bocca che non posso baciare. Ti vedrò lo stesso, anche in quest'angolo lontano. Non c'è nient'altro che valga di più. Non serve che io ci sia. Ci sarò senza che sappia o debba sapere. Ci sarò per te.

Ti proteggo da qui. Anche se non mi vorrai, non mi vedrai. Anche se non ci sarai per me. Io sarò qui. Io sono qui. Quando ci sarà solo vuoto o il silezio tra le mie braccia o quando chiamerò il tuo nome e tu non ti girerai, io sarò qui. io sono qui. Io sono per te, e tutto il resto non conta.

Le persone sono noiose, sono stato il primo a dirtelo, ricordi? Magari alcune possono sembrare complesse, interessanti, ma è solo una questione di meccanismo, di tempo, una volta studiato e capito, diventa banale e poco stimolante.

Sarai stanca di me ora. E allora sarà solo questo respiro, quando io non mi accorgerò nemmeno, non penserò nemmeno di voltarmi, e tu già non ci sarai.

Sei lontana e vorrai (vorrei?) dare la colpa a questa distanza che per l'ultima volta non ha colpe.

In quella stazione, in quell'albergo, su quella panchina, in quel locale, come in macchina, su quella fontana e stretti nelle mani prima di riprendere quel treno come in un cinema qualsiasi, ovunque noi ci saremo, abbracciami amore mio, e promettimi che non sarà come tutte le nostre promesse. Saremo diversi, perchè saremo davvero noi. Tu mi guarderai come io farò con te e il dolore non porterà via tutto anche stavolta.

Era solo ieri.

Ho provato a chiamarti, ma non ha più senso lasciarlo squillare.
Dolce e lancinante Silenzio.
Un monitor e una chat vuota. Infinito sospiro.

Sono solo oggi.

di Jacopo Paoletti