giovedì 1 ottobre 2009

Un posto qualsiasi

Un posto qualsiasi.

Oggi ero in quel posto qualsiasi, tra migliaia di persone. Tutto, ogni cosa, persona, era in movimento, in un disordine ordinato. Tutto verso un senso non senso. Le voci, le parole dei tanti si univano per mischiarsi tra tutti e per perdere il loro utile significato inutile. Il tempo scorre per tutti e io resto fermo nel tempo dei miei pensieri.

Io sono un fermoimmagine nel caos organizzato della folla. Mi perdo tra gli sguardi e i corpi come parte del niente. Io sono niente. Io sono quel qualcuno tra questi nessuno e sono il nessuno per ogni qualcuno. Sono parte della gente e la gente è parte di me.

Il mio Io mi mette al centro, perchè i miei pensieri sono il centro.

Tu sei ovunque. Tutto svanisce in questo e non ha più motivo di esistere.

Ti prendi me stesso e io non esisto.

Tu non esisti. Sei l'immagine in uno schermo, sei una voce dietro a un microfono.

Magari sei il nessuno che ora mi siede a fianco e io resterei cieco incapace, senza vederti.

Tu sei un sogno. Perchè sei dentro me ma non sei possibile fuori da me.

Mi attraversi inconsapevole nel modo migliore che credi, senza che io possa oppormi.

Tu sei reale. Sei nella mia testa, nel mio cuore. Esci come parole e liquidi dalla mia pelle, fino a possederne la punta, radice rigida di me.

Sono solo. Le persone intorno possono guardarmi ma nessuno vedrà mai questo. Non l'ho vissuto, ma l'ho vissuto. Ti bacio senza le tue labbra. Ti stringo senza il tuo corpo.

Mi sfuggi sotto le mani che non ti hanno mai stretto. Loro sono forti ma deboli.
Il tempo muore nei sorrisi, negli occhi, che mi circondano.

Sono tuo anche qui.

Ti amo.

by Jacopo Paoletti