venerdì 4 settembre 2009

Libertà & Italia: l'inizio di un ossimoro

In Italia non si è mai abbastanza pessimisti. La verità è che ci abbiamo provato. La democrazia e le libertà di stampa ed espressione non sono fatte per questo nostro Paese. Più della metà degli italiani ha votato il 70° uomo più ricco del mondo che aveva già 4 governi alle spalle e che era già abbondamente conosciuto e riconosciuto per i suoi procedimenti giudiziari e il suo controverso passato massonico e presunto mafioso (Mangano vi dice niente?) nonchè imprenditoriale (voi avete capito da dove sono venuti i soldi per l'Edilnord?), che nella sua veste di uomo politico è aggravato dall'arcinoto conflitto di interessi, di cui indubbiamente si è tanto parlato ma di cui volutamente poco si è fatto, da parte di tutti i fronti politici (per capire come funziona all'estero in questi casi, leggetevi qualcosa su Bloomberg).

Ormai tutto questo è normalità. Il problema oggi non è più Berlusconi, ma il Berlusconismo. La coscienza degli italiani è infatti ripiegata su se stessa, non accetta ma nemmeno combatte; è amorfa e immobile al susseguirsi degli avvenimenti, come se andasse incontro al suo destino già scritto, quello di Paese illiberale (o come sosteneva la FreedomHouse americana, di paese "semilibero").

I continui suoi attacchi (dalle semplici dichiarazioni fino alle querele plurimilionarie) alle istituzioni (ricordate cosa disse al Parlamento Europeo?), alla magistratura, al giornalismo, fino a soggetti singoli con pressioni perfino personali (Montanelli, Biagi, Santoro, Mauro, Guzzanti, Luttazzi, tanto per citarne alcuni fino a Raitre) e più in generale a chiunque non la pensi come lui (e soprattutto con chi è dietro e sopra di lui, dalla IOR alla P2), sono oggi normale amministrazione quotidiana, quasi un abitudine. Il suo affermare e smentire quotidianamente ogni sua stessa dichiarazione non fa altro che mescolare le carte, rendendo alla fine indistinguibile alla massa chi ha ragione e chi ha torto, ma soprattutto chi dice il vero e chi il falso.

"L'unto del signore" ultimamente sempre autodichiaratosi più di "Superman" è passato dalle prove tecniche di trasmissione delle sue reti private negli anni 80 (ma che fino a poco tempo fa erano ancora abusive, vedi caso di retequattro ed europa7) alle odierne prove tecniche di regime che ricordano (purtroppo) molto bene il nostro noto Ventennio (Fascista?), non tanto per nuovi caratteri neofascisti, ma per i più preoccupanti lineamenti antidemocratici.

Il leader delle barzellette, l'amico dei dittatori (come Gheddafi), di ex agenti segreti del KGB (come Putin), di guerrafondai (come Bush), di falsi sinistroidi (come Blair) e di convinti eversivi (come Bossi) oggi è anche un costruito moralista (anche detto "il Papi"), soprattutto dopo le vicende relative alla Sig.ra (si fa per dire) D'Addario e della Signorina Noemi.

Se gli italiani avessero un minimo di cultura storica nazionale riconoscerebbero questa nuova forma di "dittatura morbida" che è in via di definizione, basata sul controllo dei mezzi di comunicazione (dalla Mondadori a Mediaset, fino al gruppo Medusa), del mercato economico finanziario (Mediolanum e Fininvest vi dicono niente?), di quello politico (con il PdL), calmierato dall'oppio dei poveri (dal calcio al superenalotto), quasi un profilo da paese sudamericano, di 30 anni fa però.

Ma il bello è come sia possibile ancora stravolgere la realtà: definirsi un liberale e chiamare un partito politico "Partito delle Libertà" è come minimo assurdo dopo quanto detto.

Dov'è la libertà quando si querela un giornale come L'Unità o La Repubblica? O quando si epurano giornalisti e comici dalle reti televisive?

Concludo con un video, di Ascanio Celestini, sperando che questo mio sfogo/riflessione sia utile a quanti hanno ancora dei dubbi su dove fare una croce in cabina elettorale, sempre se ci sarà una prossima volta per farla quella croce.


Questo comunque è quello che pensano fuori dall'Italia di Silvio Berlusconi (video assolutamente da vedere IMHO).

- The New York Times e Times di ieri: Boffo è l'ultima vittima di Berlusconi
- The Guardian di ieri: Berlusconi vuole imbavagliare i commissari Ue
- The Financial Times del 28/08/09: Potere che ormai eccede ogni limite

Fai Notizia - Radio Radicale

mercoledì 2 settembre 2009

Italia-Libia: Possiamo essere "amici" di un dittatore?

(via gavavenezia - via flickr)
Evidentemente non sono un consigliere diplomatico o un esperto di trattative internazionali. Però mi faccio (e vi faccio) una semplice domanda: davvero conviene all'Italia questo trattato di amicizia con la Libia?
Se ne è parlato su diversi blog in questi ultimi giorni, in particolare qui, qui e qui.
L'Italia (quindi i contribuenti, quindi noi) si è infatti impegnata a pagare diversi miliardi di dollari per questo accordo, in cambio di cooperazione, vantaggi economici e soprattutto lotta all'immigrazione. Detto così potrebbe anche funzionare. Oddio, da quanto ho capito possiamo addirittura continuare ad avere le Frecce Tricolore e a permetterci unicamente i colori della nostra bandiera, Qualcuno aveva già ostentato un verde islamico e padano per riconciliare gli animi dei due Paesi.
Però, c'è un però.
(via flickr)
L'Italia con chi sta facendo questo accordo? Con un Paese attendibile e universamente riconosciuto dalla comunità internazionale? Con un leader di governo di un Paese straniero democraticamente eletto e riconosciuto dall'ONU? Con un leader internazionale che mai nella sua storia si è rimangiato ciò che aveva detto poco prima?
Vorrei ricordare che Gheddafi è il padre della legge (libica) che ha cacciato 20.000 italiani dalla Libia espropriandoli di ogni loro bene.
E' il mandante di uno degli attentati di terrorismo più importanti prima dell'11 settembre 2001. Ovviamente mi riferisco al distrastro aereo di Lockerbie.
Si, lo so, il colonialismo. E' stato un errore, ecc ecc. Certo, magari facciamo un salto in Congo, nello Zaire, per vedere se Inglesi e Francesi si sono fatti particolari problemi dei "danni" del loro colonialismo (perpetrati tutt'oggi).
Ok, noi siamo migliori e vogliamo un Mediterraneo dove regni la pace. Ok, ci sto, mi piace. Ma non eravamo sempre noi che addestravamo i piloti libici in Sicilia? O che portavamo Uranio su un volo di linea chiamato DC-9 Itavia per i progetti decisamente extra-NATO proprio di Gheddafi? Proprio quello di Ustica.
Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Già, la nostra Costituzione parla chiaro. Certo, non abbiamo fatto guerra a nessuno, ma fornire materiale fissile per armi nucleari a un paese che in piena guerra fredda, beh... Non mi sembra comunque un buon modo di essere risoluti nelle controversie internazionali.


Continuo a pensare che l'accordo sia un buco nell'acqua. E il leader libico userà proprio l'acqua per ricattarci di nuovo, come ai tempi di Bettino Craxi: sarà proprio in quella striscia di mare che si deciderà che porta d'entrata si vuole costruire tra Europa e Africa e per regolarizzare (e legalizzare?) i flussi dell'immigrazione.

Diciamocela tutta, se non era per Bettino, oggi la Libia non avrebbe un dittatore. Almeno così dice "Il Giornale" di Berlusconi. Un vero peccato.