(via mauro biani)
In Italia non si è mai abbastanza pessimisti. La verità è che ci abbiamo provato. La democrazia e le libertà di stampa ed espressione non sono fatte per questo nostro Paese. Più della metà degli italiani ha votato il 70° uomo più ricco del mondo che aveva già 4 governi alle spalle e che era già abbondamente conosciuto e riconosciuto per i suoi procedimenti giudiziari e il suo controverso passato massonico e presunto mafioso (Mangano vi dice niente?) nonchè imprenditoriale (voi avete capito da dove sono venuti i soldi per l'Edilnord?), che nella sua veste di uomo politico è aggravato dall'arcinoto conflitto di interessi, di cui indubbiamente si è tanto parlato ma di cui volutamente poco si è fatto, da parte di tutti i fronti politici (per capire come funziona all'estero in questi casi, leggetevi qualcosa su Bloomberg).Ormai tutto questo è normalità. Il problema oggi non è più Berlusconi, ma il Berlusconismo. La coscienza degli italiani è infatti ripiegata su se stessa, non accetta ma nemmeno combatte; è amorfa e immobile al susseguirsi degli avvenimenti, come se andasse incontro al suo destino già scritto, quello di Paese illiberale (o come sosteneva la FreedomHouse americana, di paese "semilibero").
I continui suoi attacchi (dalle semplici dichiarazioni fino alle querele plurimilionarie) alle istituzioni (ricordate cosa disse al Parlamento Europeo?), alla magistratura, al giornalismo, fino a soggetti singoli con pressioni perfino personali (Montanelli, Biagi, Santoro, Mauro, Guzzanti, Luttazzi, tanto per citarne alcuni fino a Raitre) e più in generale a chiunque non la pensi come lui (e soprattutto con chi è dietro e sopra di lui, dalla IOR alla P2), sono oggi normale amministrazione quotidiana, quasi un abitudine. Il suo affermare e smentire quotidianamente ogni sua stessa dichiarazione non fa altro che mescolare le carte, rendendo alla fine indistinguibile alla massa chi ha ragione e chi ha torto, ma soprattutto chi dice il vero e chi il falso.
"L'unto del signore" ultimamente sempre autodichiaratosi più di "Superman" è passato dalle prove tecniche di trasmissione delle sue reti private negli anni 80 (ma che fino a poco tempo fa erano ancora abusive, vedi caso di retequattro ed europa7) alle odierne prove tecniche di regime che ricordano (purtroppo) molto bene il nostro noto Ventennio (Fascista?), non tanto per nuovi caratteri neofascisti, ma per i più preoccupanti lineamenti antidemocratici.
Il leader delle barzellette, l'amico dei dittatori (come Gheddafi), di ex agenti segreti del KGB (come Putin), di guerrafondai (come Bush), di falsi sinistroidi (come Blair) e di convinti eversivi (come Bossi) oggi è anche un costruito moralista (anche detto "il Papi"), soprattutto dopo le vicende relative alla Sig.ra (si fa per dire) D'Addario e della Signorina Noemi.
Se gli italiani avessero un minimo di cultura storica nazionale riconoscerebbero questa nuova forma di "dittatura morbida" che è in via di definizione, basata sul controllo dei mezzi di comunicazione (dalla Mondadori a Mediaset, fino al gruppo Medusa), del mercato economico finanziario (Mediolanum e Fininvest vi dicono niente?), di quello politico (con il PdL), calmierato dall'oppio dei poveri (dal calcio al superenalotto), quasi un profilo da paese sudamericano, di 30 anni fa però.
Ma il bello è come sia possibile ancora stravolgere la realtà: definirsi un liberale e chiamare un partito politico "Partito delle Libertà" è come minimo assurdo dopo quanto detto.
Dov'è la libertà quando si querela un giornale come L'Unità o La Repubblica? O quando si epurano giornalisti e comici dalle reti televisive?
Concludo con un video, di Ascanio Celestini, sperando che questo mio sfogo/riflessione sia utile a quanti hanno ancora dei dubbi su dove fare una croce in cabina elettorale, sempre se ci sarà una prossima volta per farla quella croce.
Questo comunque è quello che pensano fuori dall'Italia di Silvio Berlusconi (video assolutamente da vedere IMHO).
- The New York Times e Times di ieri: Boffo è l'ultima vittima di Berlusconi
- The Guardian di ieri: Berlusconi vuole imbavagliare i commissari Ue
- The Financial Times del 28/08/09: Potere che ormai eccede ogni limite
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